Sono qui

La pesante porta di legno si chiude. Le sbarre di metallo sigillano la gabbia. Una campana di vetro scende e ti imprigiona per sempre. Il cattivo di turno, con un ghigno eloquente stampato in viso, dice la frase di rito: “Grida quanto vuoi, tanto qui nessuno può sentirti!” In questi giorni, a causa di una serie di vicende socio-politiche personali e (perché no) editoriali, mi sono sentita proprio così: chiusa da qualche parte e senza la possibilità di comunicare. Sono un granello di sabbia vicino ad altri granelli che non riesce a farsi sentire da nessuno. A questo punto, una… Continua a leggere...

L’inizio di tutto

Oggi ho portato il mio bimbo in ludoteca. Tra un trenino, una macchinina, uno scivolo, una tortina di plastica e una palla gigante, ho intercettato la conversazione “non privata” di un trio assai singolare. Non sono riuscita a capire i loro legami di parentela (ebbene sì, mi piace guardare le persone che non conosco e fantasticare sulla loro vita, non è “impiccioneria”, è studio umano). La giovane donna del trio dice (sistemandosi il reggiseno che non ce la faceva a stare fermo): “Oddio, domani finisce il mondo!” La donna più anziana sorride e non si capisce cosa pensa. Il giovanotto… Continua a leggere...

L’opera

In questo momento, il mio libro dovrebbe essere in “fase stampa”. Non nascondo di essere in parte emozionata e, in parte, preoccupata. E’ come aver affidato la propria creatura ancora in bozzolo a chi dovrà scolpirla. Tutte le pagine verranno con il buco? Come le ciambelle? Mi immagino la  scena… E’ notte. Dalla grotta buia al centro della foresta giungono suoni metallici e versi grotteschi. Ci avviciniamo furtivi, non sappiamo cosa troveremo. L’ingresso non è illuminato, nessuno ci sta aspettando. Entriamo mantenendoci accostati alle pareti della grotta. La superficie è umida e ogni tanto siamo sfiorati da presenze che sarebbe… Continua a leggere...

Fate entrare un po’ di sole

Oggi a Torino c’era il sole, un bel sole autunnale con un cielo limpidissimo. Baba Jaga (il mio cane), alle prime luci dell’alba, ha tirato fuori tutte le coperte dalla cuccia per arieggiare un po’. Poi si è tolta la pelliccia, l’ha appesa al filo con due mollette arancioni e si è stesa sul prato a fissare la vitamina D. Anche il mio bimbo ha tirato fuori dalla cassa tutti i suoi giochi… badate bene, è un’attività quotidiana per lui. E’ il suo esercizio di disordine creativo. Le macchinine erano tutte in fila davanti alla finestra e brillavano alla luce… Continua a leggere...