Piccolo alieno

alieno

 

Stiamo parlando tranquillamente, poi io tiro fuori quell’argomento.
Lo faccio perché ho davvero bisogno di dirti ciò che sento.
In quel momento compare lui.
Un alone luminoso che si stacca gradualmente dalla tua figura. La luce si intensifica diventando materia.
Un piccolo essere bianco, un alieno.
Tu sei immobile, muto. La vita è passata da te alla creatura che ora sta in piedi al tuo fianco.
L’alieno mi fissa, sembra studiarmi.
La sua espressione muta in un ghigno, poi inizia a parlare.
Ha la tua voce, ma ciò che dice tu non l’hai mai detto.
Mi parla di un dolore sconosciuto che hai custodito in fondo all’animo per tutto questo tempo. In silenzio.
Mi urla una rabbia sconosciuta. Non sospettavo ce ne fosse così tanta.
Piange lacrime nuove che non hanno mai solcato il tuo viso.
Poi si ferma come se si fosse svuotato di tutto. Il suo sguardo non ha nulla a che vedere con te, tu non mi hai mai guardato in questo modo.
Il corpo dell’alieno si illumina e cambia nuovamente consistenza. Si fa rarefatto e poco dopo ritorna luce, che il tuo corpo assorbe.
Sbatti un paio di volte le palpebre, respiri profondamente e mi domandi: «Di cosa stavamo parlando?»
Hai il viso rilassato e mi sorridi.
Mi siedo a terra, sconvolta. Ancora non mi spiego cosa sia accaduto. Chi era quell’essere che poco fa parlava con la tua voce di emozioni personalissime, mai condivise? Chi era l’alieno?
Devo saperlo, devo capire chi sia.
Mi avvicino a te e inizio a testare il tuo corpo. Tu ridi e mi tratti come se fossi impazzita.
Non lo trovo, non ci sono tracce delle sua presenza. Ma io so che lui è lì dentro.
Adesso so che in te vive un piccolo alieno. Un nucleo autonomo eppure profondamente radicato nel tuo animo.
Vive delle sofferenze che non hanno sfogo e usa parole che non ti sei mai permesso di pronunciare.
Istintivamente ti tocco la pancia. Si illumina debolmente. È lì, in quel punto riposa l’alieno che non esce quasi mai.
Stranita, porto le mani a sfiorare il mio ventre. Mi risponde una luce che rischiara le mie viscere.
In silenzio mi allontano. Ho anch’io un piccolo alieno con delle cose importanti da dire.
Da oggi, prima di giudicare le tue reazioni, quelle delle altre persone, e le mie, dovrò considerare l’esistenza del piccolo alieno, una parte sconosciuta dalle manifestazioni repentine.
E dovrò ascoltarlo.

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