La festa

Holi_Festival_of_Colors_Utah,_United_States_2013

Sono a questa festa da un po’. Non so chi l’abbia oraganizzata. No, non pensate male. Non mi sono imbucata, ho ricevuto un regolare invito. Busta elegante e biglietto con caratteri dorati.

C’è un sacco di gente, davvero tanta. Conosco tutti quelli che mi stanno intorno. A volte ci si diverte molto, a volte si è tristi. Qualche volta mi sento male e vorrei andarmene, ma poi qualcosa mi trattiene e rimango ancora un po’ a vedere cosa succede. Capita di tutto qui, l’organizzatore dev’essere uno stravagante, ma con tante idee.

Mi capita di vedere tra la folla un viso che mi cattura, allora mi avvicino per presentarmi. A volte mi pento di essermi lasciata attrarre, ma spesso trovo l’incontro interessante. Comprendo che ha avuto senso conoscere quella persona in quel particolare momento. Per qualcuno provo un trasporto particolare che definirei amore. Nessuno è riuscito a scatenarmi un sentimento d’odio finora. Rabbia sì, tanta.

Qualche volta, mio malgrado, faccio del male a qualcuno dei partecipanti, altre volte sono loro a ferirmi. Spesso lo strappo si ricuce, mentre in alcuni casi la persona si allontana. Si  perde tra la folla e non so più nulla di lei. Capita anche che ci si allontani senza un particolare motivo.

Alcuni dei partecipanti sono sempre in pista, sempre in vista. Scatenati. Altri stanno ai margini e compongono il contorno, il limite oltre il quale nessuno si avventura. A me non piace stare sempre al centro dell’attenzione, così mi avvicino a quelli che se ne stanno in disparte. Ho fatto degli incontri particolari in questo modo.

Ogni tanto qualcuno si accomiata, dice che è venuto il tempo per lui di andare. Non so dove vada. Sono triste quando accade. Alla fine lo lascio andare e provo dolore misto a nostalgia. Qualcuno scompare improvvisamente lasciando il vuoto nella pista da ballo o al banco delle bevande. Rimango sgomenta e lo cerco, poi mi rassegno. E’ andato.

I nuovi arrivati si notano subito. Sono smarriti e bisognosi di cure. Hanno bisogno che gli si indichi dove si trova il cibo, dove si beve e dove sono le toilettes. Li introduci e li presenti ai tuoi amici.

Mi capita di vedere delle ombre, persone che appaiono per brevi istanti e poi scompaiono. Mi sono trovata vicina a una di loro poco fa e mi sono innamorata di lei. L’amavo con tutta me stessa. Poi è scoparsa. Mi ha accarezzato una mano prima di andare.

Adesso vado a mangiare qualcosa. Qualcuno mi fa segno di seguirlo nella pista. Io indico con la mano il tavolo del cibo e gli urlo che lo raggiungo subito. Un gruppo di amici sta scherzando e mi unisco al momento di allegria mentre mangio.

Mi piace questa festa, in fondo. Credo che rimarrò ancora un pochino. Ad un certo punto verrà anche per me il momento di andare e di salutare, lo so.

Non so dove andrò a quel punto. Forse sarò invitata a un’altra festa, magari incontrerò qualcuna delle persone che ho conosciuto e perduto. Mi piacerebbe.

Abbiate cura di voi festaioli!

Trovate questo racconto anche su BitBot (che se non lo conosci lo devi conoscere)

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