Interviste oniriche #84 Bellard Richmont

 

Le volte in cui resti bloccato dove sei, ma sapresti esattamente cosa fare per andare oltre.

Vi ci siete trovati, vero?

Quella spinta a uscire dalla massa. Provata, no?

Ma avete trovato anche voi uno spazio in cui stare bene?

Lui sì.

Bellard Richmont!!!

 

 

 

Raccontaci il tuo sogno.

Allora, un sogno che mi è sempre rimasto impresso l’ho vissuto in una notte della mia infanzia. Il fine settimana mi capitava di dormire dai miei nonni. Avevo una stanza tutta per me e, nel sogno, mi sono alzato dal letto e guardavo la porta che dava sul corridoio. Era aperta e avevo voglia varcare la soglia… ma non potevo. Ogni volta che mi avvicinavo, un uomo mi si parava davanti semplicemente interponendo il braccio. Non era visibile in volto, era voltato e appoggiato allo stipite. Indossava una camicia azzurra. Io pensavo fosse mio nonno, il quale era morto da poco, quindi lo chiamavo e chiedevo perché non mi facesse passare. Nel mio, sapevo che avrei potuto correre e passare sotto il braccio teso, eppure avevo una sensazione di timore che me lo impediva. Rimasi paralizzato a guardare quell’uomo senza volto e silenzioso, fino al mio risveglio.

Nella vita quali sono le situazioni che ti bloccano?

Mi blocco quando mi sento uguale tra tanti

A quel punto faccio di tutto per rendermi diverso o trovare strade alternative.

 

Se ci si confonde con la folla, ci si perde?

 

No, è che i labirinti sono costruiti bene quando ti danno l’illusione di non andare da nessuna parte, tra tanti corridoi uguali. Non è tanto il distinguermi per gli altri, è un discorso con me stesso.

C’è sempre una strada che porta fuori dalle situazioni o altrove?

 

Io penso che ogni situazione ci cambia, in bene o in male, quindi anche la strada che prendiamo, dopo esserne usciti, non è mai quella che ci siamo prefissati. C’è sempre qualcosa di diverso, semplicemente perché siamo noi stessi a cambiare.

 

Il cambiamento per te è …

 

Una trasformazione. E’ alchimia. Siamo reagenti di un sistema che, per quanto possiamo provare a rendere favorevole al risultato cercato, non sarà mai come lo vogliamo. Meglio così, questo ci permette di essere sorpresi, tristi, delusi e molto altro.

 

Prima hai citato l’alchimia. In alchimia esiste l’unione degli opposti. Per te esiste?

 

Penso che esista, come possono esistere tante altre combinazioni che nemmeno possiamo immaginare… o forse sì, siamo creativi, nella nostra mente tutto è possibile.

 

Nel sogno, sai che potresti superare l’ostacolo, ma non lo fai. Nella vita ti è capitato o ti capita?

 

Mi capita ogni giorno. So che mi basta avere il coraggio o la volontà, ma spesso amiamo farci del male. Il motivo di questo “masochismo” per me è ancora ignoto, anche se di recente sto prendendo in considerazione una risposta: perché altrimenti la nostra vita sarebbe un romanzo dove il protagonista vince sempre, invece è utile perdere per poter crescere.

 

A volte preferiamo stare in dinamiche dolorose, ma conosciute, piuttosto che rischiare con qualcosa di nuovo?

 

Assolutamente sì, il classico “sai quello che lasci ma non quello che trovi”. E’ solo questione di paura. Paura di mettersi in gioco, paura di se stessi, delle persone, dei giudizi.

 

Rispetto a questa tua ultima risposta, la scrittura è un modo per mettersi in gioco? Come la vivi?

È un modo per sfogarmi e farmi stare meglio. Mette in gioco le mie capacità ma non per gli altri: per me stesso, prima di tutto. Qualche tempo fa, dopo l’ennesima batosta lavorativa, ho deciso di essere felice, scrivere mi fa sentire così. Creare mi fa stare così. Se avrò successo bene, altrimenti fallirò senza rimpianti.

 

 

Bellard ci lascia con Sinister, BBQ ’79.

 

Questo è il romanzo di Bellard.

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