Interviste oniriche #69 Martina Mesaroli

 

 

Devo confessarlo: sto conservando tutte le immagini delle persone che intervisto.

Ogni volta che monto una nuova intervista e vado alla ricerca dell’immagine che il nuovo ospite mi ha inviato, scorrono lentamente davanti a me i visi (o i musi perché non tutti sono solo umani, c’ho anche qualche lupo mannaro in archivio) di persone (o lupi mannari) con le quali ho condiviso qualcosa perché hanno scelto di raccontarmi un sogno. E niente, sono belle facce (o musi vabbé).

Ma bando ai pensierini sdolcinati, che non siamo qui a trastullarci!

Hai presente quando devi assolutamente andare da qualche parte e non riesci mai ad arrivare alla meta?

Eh, hai presente? Hai presente quando ti succede nei sogni? Hai presente quando ti capita anche nella vita?

Sì, vero?

Marina Mesaroli!!!

 

Raccontaci il tuo sogno.

 

Iniziò tutto con un sogno piuttosto surreale. Hai presente quando devi assolutamente andare da qualche parte e non riesci mai ad arrivare alla meta? Succedeva così tutte le notti, con me alla disperata ricerca di qualcuno che non riuscivo a incontrare. Finiva sempre che entravo in un lungo tunnel e poi mi svegliavo, finché quella volta riuscii a sbloccare i meccanismi onirici e arrivai al di là del tunnel.

Mi ritrovai a sorvolare una valle bellissima e surreale che sapevo di conoscere e planai dolcemente come fossi una piuma. Camminai un po’ è incontrai un ragazzo che mi disse che chi stavo aspettando mi aspettava dall’altra parte della collina (che aveva la forma di un enorme cumulo di cubi colorati che si alzavano e si abbassavano al mio passaggio). Insomma, dopo varie peripezie e acrobazie al limite della fisica, arrivai dall’altra parte e lo vidi a valle (non sono pazza è il sogno che è così), bello come il sole (e molto di più di quanto non fosse in realtà) che se ne stava in piedi ad aspettarmi. Gli corsi incontro all’impazzata gridando il suo nome, gettandomi tra le sue braccia (dalla velocità avrei dovuto atterrarlo, ma lui barcollò soltanto), ricambiò il mio bacio (quello che nella realtà non ci siamo mai dati) seguito da una frase che continuavo a ripetere: “Ti amo, ti amo tanto! Ti amo ancora, sempre”.

Passò un po’ di tempo, pensavo di aver chiuso il cerchio con quel sogno, sai, ero riuscita a trovarlo e pure a baciarlo. Eppure una notte feci un incontro che riaprì i giochi. Era una notte surreale, caratterizzata dai profumi che caratterizzano la fine di una stagione e l’inizio di un’altra. Ero nel giardino dei miei e accucciato sotto la magnolia in fiore c’era un bellissimo lupo bianco dagli occhi cerulei che si rivolse a me in maniera del tutto comprensibile, chiedendogli se gli facevo compagnia durante il suo viaggio. Camminando al suo fianco mi ritrovai ai piedi della chiesa del paese e la piazza era piena di ragazzi che conoscevo, tra i quali c’era anche Lui (il tizio che ho baciato nel sogno di prima) insomma per farla breve mi venne incontro e mi abbracciò baciandomi dolcemente. Disse che mi stava aspettando. Chiesi: “Come facevi a sapere che sarei tornata?” E lui: “Perché non te ne sei mai veramente andata”.

Poi la scena cambia, stesso posto, ma siamo soli, lui è in cima alle scale della chiesa, vestito da sposo, io che lo raggiungo con il cuore in gola e una strana inquietudine addosso. Mi dice che si sta per sposare e che era giusto lo sapessi da lui. Il suo sguardo è triste, quasi assente. Varca la soglia della chiesa e si richiude la porta alle spalle.

Io me ne resto lì come un’ebete, poi spalanco sti penanti portoni di sta chiesa e urlo qualcosa tipo “non voglio”! La chiesa però è vuota, mi giro verso Lupo che è apparso al mio fianco in cerca di risposte, lui mi dice che è un inganno e che il matrimonio si sta svolgendo altrove.

Corsa a rotta di collo, ostacoli vari e assortiti, mi ritrovo nella chiesa del suo paese d’origine (anche se è più simile a un palazzo verde con non so nemmeno io quanti piani). Entro e mentre sto per dire la classica frase “io mi oppongo” trovo la chiesa gremita e lui a metà navata che mi gira le spalle (sto maleducato), inviperita dall’affronto, mi avvicino, lo costringo a voltarsi. Gli occhi sono velati, come fosse in trance, gli parlo dolcemente, lui si ridesta da quella specie di incantesimo e insieme fuggiamo inseguiti dalla folla inferocita e dalla sposa in prima linea. Riusciamo a farla franca aprendo una delle tre porte che abbiamo incontrato durante la fuga. Varcata la soglia ci troviamo in una stanza bellissima e principesca, dalle pareti chiare e il letto a baldacchino. Riprendiamo fiato e mentre io sto seduta sul letto estasiata dalle meraviglie che mi circondano, lui inizia a spogliarsi della giacca e della cravatta con fare liberatorio, sbottonandosi poi i primi bottoni della camicia (il dialogo tra noi due te lo risparmio, tanto è tutto scritto nel libro). Mi raggiunge sul letto e mi bacia con trasporto, ci troviamo sdraiati, lui sopra di me e il sogno inizia a sfumare (e meno male sennò mi toccava descriverti anche il resto) chiudo con una citazione de il Lupo e il Drago (ma lo disse veramente, io l’ho solo messo su carta) ” Le pareti sfumarono, i lineamenti del suo viso divennero sfocati, come il suo corpo. Solo un particolare restò vivido: il pendente a forma di drago che portava al collo. – Adesso devi andare – disse malinconico, – questo tempo è finito, ma tu continua a cercarmi nel tuo mondo. Trovami, così nessuno potrà mai dividerci…-”

 

Quale meta rimane difficile da raggiungere nella tua vita?

Bella domanda… Credo l’affermarmi come scrittrice. Ho poco tempo per scrivere con due figlie piccole da accudire, sei animali domestici, un marito e una casa costantemente in disordine.

Mi piacerebbe pubblicare qualche altro libro e cercare di emergere, almeno un po’. Non dico fama e successo alla Rowling o King

Però farmi conoscere nel mio piccolo.

 

Nel sogno c’è un ragazzo che ti aspetta al di là del tunnel. Cosa o chi ti ha aspettata lungo?

 

Quel ragazzo è il mio primo amore (manco a dirlo non corrisposto o comunque mai del tutto). L’ho aspettato per cinque anni, poi le nostre vite hanno preso strade diverse. Per molto tempo è stato la mia musa ispiratrice e nel mio romanzo d’esordio ho voluto raccontare un pezzo di me nella storia. Una sorta di tributo e di ringraziamento se vogliamo. Probabilmente se non mi fossi innamorata di lui, con tutto ciò che ne consegue, nel bene e nel male, sarei una persona diversa. Migliore o peggiore non lo so.

 

Chi sono i tuoi compagni di viaggio?

 

I miei compagni sono Kandar, il meraviglioso lupo bianco dagli occhi cerulei, paziente ed enigmatico e Aarack, l’enorme drago blu primato, fiero e coraggioso (anche se un pochino permaloso).

 

E nella vita reale?

 

Nella vita reale mio marito e le nostre bambine.

 

Cosa rappresentano per te il lupo e il drago?

 

Il lupo è un animale eccezionale, contrariamente a come viene sempre descritto, è un animale sociale, vive in branco e segue delle regole gerarchiche ben precise. Rappresenta la mia interiorità, è il mio spirito guida, il mio io paziente, riflessivo, spirituale. Il drago è il mio lato fisico, la forza e il coraggio che non sapevo di avere, la caparbietà ma anche la fantasia, la fierezza e la curiosità.

 

È capitato anche a te di essere vista per quel che non sei?

 

Continuamente per la verità. Soprattutto da chi si ferma e giudica solo in base all’aspetto fisico e non va oltre.

Io non sono mai stata bella, non mi ci sono mai sentita e dopo le gravidanze mi sono anche arrotondata. Mi fa incazzare chi mi giudica solo per la mia fisicità, sono molto più di un corpo sformato! (Al quale sono profondamente grata visto che mi ha dato le mie bimbe)

 

Come vivono il corpo i tuoi personaggi?

 

Angie e Ann, le protagoniste principali, se ne fregano altamente. Non perché abbiamo dei corpi perfetti, ma perché hanno compensato i loro difetti fisici con altre qualità (la testardaggine che le accomuna entrambe per fare un esempio)

Per i maschi è diverso. Loro sono be’, maschi e ho detto tutto.

 

Il Lupo nel sogno ti avverte dell’inganno che si sta per compiere. Esiste una parte istintuale in te che ti ha salvata da situazioni poco chiare?

 

Si e anche piuttosto sviluppata. Situazioni poco chiare ce ne sono state parecchie, anche se a essere sincera, la maggior parte di esse mi riguardavano in maniera “indiretta”.

Per farti un esempio, mi è capitata una situazione poco chiara con una mia amica e la sua relazione “clandestina” con un tipo che a pelle mi faceva ribrezzo, nonostante lei ne tessesse di continuo le lodi, a me non piaceva per niente. Mi sapeva di viscido lontano un kilometro e infatti poco dopo si rivelò per quello che era: un viscidone (per non usare un termine più appropriato ma meno elegante).

Suppongo però che dall’ esterno la visione d’insieme sia più chiara, obbiettivamente parlando, quindi anche più semplice non cadere in certi tranelli ben tesi.

 

A cosa ti opponi?

 

Alla violenza, in tutte le sue forme, sia quella fisica che quella psicologica (tra le due è la più subdola) e alle ingiustizie.

Mi sento molto Robin Hood!

 

 

Martina ci lascia con Leonardo Proglio, Un bel sogno.

Questo è il romanzo di Martina.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *