Intervista onirica #74 Alessio Filisdeo

 

 

 

Sei tu, ma non sei tu.

Nei sogni accade spesso.

Ti trovi a camminare per vicoli bui, sei armato di una pistola silenziata…questo non accade proprio sempre nei sogni.

Ci sono degli uomini in nero che vogliono farti fuori, i loro colpi non ti raggiungono, ma tu li abbatti come pedine.

E vorresti che non finisse mai.

Una voce di donna ti prega di fare la cosa giusta…seeee, e quale sarebbe questa cosa giusta?

Ne abbiamo parlato con Alessio Filisdeo.

 

Raccontaci il tuo sogno.

 

Nel mio sogno, come spesso accade, sono io, eppure, allo stesso tempo, non lo sono.

Mi trovo nel corpo di un uomo in là cogli anni, sulla cinquantina, o almeno credo, dato che vedo il mondo attraverso i suoi occhi, e non dal di fuori.

Sento sulla mia pelle la consistenza del completo elegante a tre pezzi, scuro come il soprabito lungo. Il colletto inamidato della camicia, e il nodo stretto della cravatta, in particolare, mi rassicurano facendomi sentire a mio agio, come se fossi protetto da una corazza.

La mano destra, callosa, con un dedalo di vene sul dorso, stringe una pistola silenziata.

È notte fonda, ma la luna piena rischiara abbastanza il dedalo di strade per cui vago, quel genere di viuzze che sembrano il retro di qualcos’altro, di un ristorante, o di una palazzina, coi bidoni dell’immondizia uno accanto all’altro e l’asfalto umido.

Non so perché sono lì, o effettivamente dove sia quel “lì”, ma di volta in volta alzo la canna dell’arma automatica e faccio fuoco verso degli uomini in nero. Ce ne sono tantissimi, persino sui tetti, che mi puntano contro a loro volta fucili dall’aria minacciosa.

Normalmente, in una situazione del genere, la paura mi impedirebbe anche solo di muovere un passo, invece nel sogno avanzo come se nulla fosse, come se sapessi di essere invulnerabile, o che nessuno dei colpi esplosi mi raggiungerà.

Al contrario i miei proiettili non sbagliamo mai: centrano testa dopo testa, sempre sulla fronte, in maniera “pulita”. E mi sento bene. È una bella sensazione, di potenza, e controllo, su tutto.

Come dicevo, forse non sono io a premere il grilletto, ma nemmeno cerco di fermarmi, o di fermare l’altro me. Mi piace, e vorrei che durasse per sempre.

Poi sento qualcosa al di là del fischio del silenziatore, che di norma dovrebbe per l’appunto essere “silenzioso”, ma che nel sogno fende l’aria in maniera più rumorosa dei tanti spari che non mi sfiorano neppure.

C’è una voce, alle mie spalle. Proviene da una ragazza. Onestamente, non ricordo le sue fattezze, tranne che ha i capelli biondi. Sembra che sia sempre stata dietro di me, e ripete una frase con una certa urgenza: “Ti prego! Fai la cosa giusta!”.

Ovviamente non ho proprio idea di cosa voglia dire, ma per qualche motivo mi infastidisce molto, mi distrae. Trovo il suo tono preoccupato, se non proprio disperato, irritante. Si aspetta qualcosa da me, ma non capisco cosa, e più ci penso, più la guardo, più mi sale la voglia di piazzare un proiettile in fronte anche a lei. Ma non per un sentimento di cattiveria, o di odio. No, sono del tutto calmo, padrone di me stesso. Voglio semplicemente spararle. Vedere lo spruzzo di sangue uscirle dal foro sulla fronte, come per tutti gli altri.

Però continuo a sentire quelle parole, quel “Ti prego! Fai la cosa giusta!”, e una parte di me, il mio vero me, capisce che ucciderla sarebbe sbagliato, senza senso logico, oltre che morale.

Avverto una nota di delusione nell’altro me, ma anche la certezza che non ho (o abbiamo) ancora effettivamente preso una decisione. La pistola è nella mia mano, e basterebbe un istante, ma ormai qualcosa si è spezzato. Prendo coscienza del sogno. Mi sveglio.

 

Di cosa è fatta la tua corazza nella vita reale?

 

Nella vita reale credo che la mia corazza sia composta in egual misura da speranza e ambizione.

La seconda, credo, è presente in gran parte di noi, ci fa andare avanti senza soffermarci troppo sul passato, ma per la prima bisogna sempre fare un piccolo grande sforzo di volontà.

Oggi come oggi più grande che piccolo, temo. Ma del resto sono sempre stato un tipo molto positivo per natura. Qualcuno direbbe addirittura ingenuo.

 

Che rapporto hai con la tua Ombra?

 

Penso di essere una persona molto bilanciata, e riesco a convivere tranquillamente sia con la luce che con l’ombra.

Nella vita di tutti i giorni, a contatto con il mondo, cerco sempre di fare del mio meglio, e non solo per le persone che mi circondano, m anche per me stesso.

Al contrario, quando evado dalla realtà per rifugiarmi nell’universo della scrittura, lascio il timone della mia mente al “lato oscuro”.

Da questo punto di vista, la carriera dello scrittore è una delle migliori valvole di sfogo esistenti.

Tra quelle pagine e quelle linee di inchiostro, digitali o meno, non esistono regole morali o sociali a cui dover sottostare.

Si è liberi di essere sé stessi, in una misura o nell’altra, nel bene quanto nel male, e il male, inutile dirlo, può rivelarsi molto più soddisfacente del bene.

 

Tu e la paura.

 

Penso che la paura sia una costante nella vita di tutti.

Ora non vorrei infilarmi tra le mille frasi fatte e modi di dire sull’argomento.

Personalmente cerco di non pensarci troppo, anche se a volte è dura.

C’è la paura del fallimento, che è la mia peggiore, la più grande, diretta conseguenza dell’ambizione di cui parlavo prima.

Ma anche il timore del non aver fatto abbastanza, del volere di più, sempre di più, senza riuscirsi ad accontentare, ad apprezzare quello che si ha già.

La solita vecchia storia, insomma, che vale specialmente per noi “sognatori”.

 

Nel tuo sogno ci sono molti nemici che tentano di colpirti, ma non ci riescono. Cosa può davvero colpirti?

 

Nella realtà esistono molte cose che riescono a farmi riflettere, a fermarmi a pensare, tanto in negativo quanto in positivo.

Abbiamo appena discusso delle mie paure, e prima ancora del “lato oscuro”, quindi, volendo ora rivolgerci al “lato chiaro”, direi che da inguaribile romantico riesco ancora ad avere fiducia in numerosi aspetti del mondo. Affianco all’orrore, il progresso tecnologico mi colpisce, le nuove espressioni artistiche mi colpiscono, così come la nostalgia per le decadi passate che ogni tanto riporta in voga tematiche credute superate, eppure incredibilmente attuali, forse anche più di “ieri”.

Del resto inquietudine e meraviglia sono spesso due facce della stessa medaglia.

 

Nel tuo sogno compare una ragazza. Una figura che, nonostante le fattezze non ben definite, ha un messaggio da darti e suscita in te reazioni precise. Se ti dicessi che nei sogni degli uomini, immagini femminili di questo tipo sono spesso rappresentazioni dell’Anima, tu…

 

Risponderei che sì, un po’ me lo aspettavo.

Penso che, soprattutto noi scrittori, o “artisti” in generale di varia natura, siamo più suscettibili di altri alla voce del subconscio.

In un certo senso ci auto-suggestioniamo: durante il processo creativo questo aspetto è tenuto sotto controllo dalla nostra mente sveglia e razionale, ma durante il sonno l’io interiore può esprimere sé stesso liberamente, a briglia sciolta.

Parlando in particolare di questo mio sogno, chissà, forse una parte della mia coscienza è ancora indecisa su “cosa diventerà da grande”; forse scegliere tra bene e male, morale e immorale, non è così semplice o immediato come si crede.

 

Ombra, paura e anima. Le ritroviamo anche in ciò che scrivi?

Assolutamente sì. L’oscurità, indipendentemente dal singolo arco narrativo, o dal genere dell’opera, è da sempre un aspetto caratteristico della mia produzione letteraria.

Oscurità intesa non solo come atmosfera o ambientazione, ma anche come ombra nel cuore dei personaggi. Sono proprio loro, i protagonisti, costantemente spartiti tra bene e male, a dare voce alle mie paure più grandi, soprattutto quella del fallimento, e ad affrontarle con la forza dei propri sentimenti e dalla propria anima.

Il fatto poi che nove volte su dieci io metta in campo individui profondamente amorali, violenti e sociopatici rende il risultato finale non così scontato.

 

Alessio ci lascia con The Romantics, Talking in Your Sleep

Questi sono i lavori di Alessio.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *