Intervista onirica #67 Lisa Lambertini

 

 

 

I treni non aspettano nessuno, quando decidono di passare, passano.

E non importa il motivo che ci ha trattenuti, loro sono andati.

Abbiamo comunque tre alternative (le alternative ci sono quasi sempre): mettere le scarpe da ginnastica e inseguire il treno, aspettarne un altro più figo, decidere di restare.

Voi quale alternativa avete preferito?

La nostra ospite un treno l’ha perso e ce lo racconta proprio oggi.

Lisa Lambertini!

 

Raccontaci il tuo sogno.

 

Siamo a Bologna, io, mia figlia, mio figlio e dei nostri amici. Facciamo colazione in un bar, poi ci spostiamo in stazione e andiamo in una biglietteria (di quelle con operatore) e io chiedo un biglietto per otto persone, andata e ritorno per Porretta Terme (località in cui andavo da bambina a fare le cure termali, proprio in treno e da pendolare)
La bigliettaia cafona mi dice con sufficienza che non si fanno biglietti di gruppo e si rimette a fare i suoi lavori.
Aspetto un poco e chiedo otto biglietti da 3.30 l’uno, andata e ritorno.
Sbuffando lei li fa, poi raggiungo gli altri al binario (dove arriva una littorina marrone), ma ci ho messo del tempo e molti se ne sono andati, rimangono ad aspettarmi solo i miei figli.
E ho speso i soldi per niente (non partiamo più nemmeno noi per Porretta).

 

Cosa fai per avere cura di te stessa?

Vado dalla parrucchiera (che è anche una delle mie più vecchie amiche) tutte le settimane, perché credo che i capelli in ordine facciano già la differenza.
Mi trucco pochissimo e raramente.
Mi sento a mio agio vestita di nero.
Dal dottore vado raramente, mi sono abituata a convivere con una base di malessere perenne. Come dico “io sono croccante” e non mi ferma un disagio.
A livello interiore, mi curo seguendo i miei sogni. Le mie fantasie sono progetti e faccio salti mortali per mettere in pratica quello che immagino.
In questo periodo riesco a scrivere poco, ho tante idee, ma sono distratta dall’esterno.
Dovrei disintossicarmi un pochino dal social, mi ruba tempo.

 

Ricollegandomi alla tua risposta, può capitare che ci affezioniamo ai nostri difetti, ai nostri malesseri?

 

Affezionarmi ai malesseri no, mi ci sono abituata e, scherzandoci su, li minimizzo. Anche ai difetti, mi sono abituata. Anzi, ho plasmato la mia vita su quei difetti. Sono smemorata? E allora metto le cose sempre nello stesso posto. Uso agenda e tutti (dentista, colleghe) sanno di dovermi ricordare gli appuntamenti. Sono disordinata (meno male! mio marito più di me, sarei impazzita se fossi stata maniaca dell’ordine). Noi abbiamo le ere geologiche cartacee stratificate in studio, non documenti ordinatamente riposti… Per fortuna i miei difetti non ostacolano la normale attività di famiglia.

 

Ti piace viaggiare?

 

Tantissimo. Appena posso, viaggio.

 

Nel sogno alla fine non parti. Ci sono dei progetti che non sono partiti? Come hai gestito la situazione?

 

Sì, due questa settimana… Un mio evento che hanno rinviato perché programmato all’aperto e, visto l’allerta meteo, avevano solo due tavolate di prenotazioni. E la gita a Venezia il 2-settembre, per il festival del cinema, saltata anche questa.

Per entrambe non ho potuto far nulla. Non ho deciso io.

 

Il tuo sogno è ricco di numeri. Cosa significano per te i numeri?

 

Sai che questa cosa non riesco a spiegarmela. Date? Progetti? Scadenze? Non lo so, nella quotidianità i numeri per me non hanno importanza.

 

Hai detto di sentirti a tuo agio vestita di nero. Cos’è il nero per te?

 

È tattico. Si dice che il nero sia elegante, snellisce e va sempre bene. In realtà ha anche un altro pregio: è una questione di atteggiamento. Il nero se vuoi ti permette di non essere vista, se invece vuoi essere vista e ti mostri, subentrano le sopracitate virtù.

 

Ci sono degli aspetti che preferisci nascondere?

 

Ma no. Cioè, sono consapevolmente robusta, ma ci convivo ironizzandoci su. Più che altro mi piace esserci prima, osservare e conoscere, senza essere io al centro della scena.

 

Osservare è un buon modo per conoscere noi stessi?

 

Sì, poi mi affascina vedere cosa combinano le persone.

 

Nel sogno qualcuno parte e i tuoi figli rimangono con te. Nella vita è così? Qualcuno se ne va e qualcuno rimane con noi?

 

Sì, vero.

La scrittura è una partenza o un ritorno?

 

Mi verrebbe da dire un viaggio ma, se mi immagino a scrivere, penso a una partenza.

 

 

Lisa ci lascia con The Doodie Brothers,  Long Train Running.

 

Questo è il romanzo di Lisa.

 

 

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