Intervista onirica #60 Teresa Bonaccorsi

 

 

Esiste una Verità ultima? Ne esiste una che ci attende alla fine di tutto?

Io non lo so (oggi mi sento contemplativa, abbiate pazienza).

Sono propensa a credere che ne esistano molte e che queste vadano a comporre qualcosa di più complesso.

Mi capita spesso di trovare pezzi di queste verità nelle risposte dei miei ospiti (un buon motivo per seguire le inteviste oniriche, non credete, zuffolotti?).

Un paio di mesi fa ho intervistato l’ospite che oggi ci regala il suo sogno e credo proprio che in una delle sue risposte si nasconda una Verità.

Teresa Bonaccorsi!!!

 

Raccontaci il tuo sogno.

Quel che ricordo nitidamente sono le sensazioni. I luoghi son sempre diversi, anche se spesso non li ricordo, ma in tutti i sogni c’è sempre un uomo. Sempre lo stesso, spesso irraggiungibile. È come se fosse quel tassello mancante che potrebbe colmare il senso di smarrimento che delle volte ci soffoca nelle nostre ansie.

 

In che rapporto stanno emotività e razionalità nella tua vita?

 

Cozzano in continuazione in un duello quasi perenne, con alti e bassi in cui il più delle volte la spunta l’emotività. Spesso, però, questa vittoria non porta a nulla di buono. Tifo per la razionalità. Molto più pratica, lineare; meno problematica. Allo stesso tempo tendo sempre e spontaneamente a cogliere un’emozione anche minuscola, e ad esserne travolta. Lo sento come un difetto con cui convivo.

 

Cosa è irraggiungibile nella tua vita?

 

È una cosa in cui ho riposto fiducia più volte, una fiducia sempre puntualmente tradita: la sicurezza di un legame affettivo. Non credo possa esistere un legame quale ad esempio l’amicizia incondizionata o l’amore vero, così come spesso viene tradito l’affetto che si nutre per un genitore. Le cose materiali possono, in un modo o nell’altro sempre essere raggiunte, se si desiderano davvero. Ma l’affetto vero no. Si può dare, incondizionatamente e profondamente, ma riceverlo con la sicurezza di non venir mai tradito no.

 

Come ti rapporti all’incertezza? Alle incognite?

 

Se devo percorrere una strada (anche metaforicamente parlando) di cui non conosco la meta, nell’incertezza trovo un senso di libertà. L’insicurezza riguardo ai sentimenti, invece, mi provoca inquietudine.

 

Scrivere è una strada sicura o una strada incerta?

 

È una strada incerta, senza mete ma anche senza restrizioni. Irta di ostacoli stimolanti, la scrittura è una continua ricerca di qualcosa che tuttavia non si desidera conquistare totalmente, ma semplicemente vivere, nello stesso momento in cui viene lastricata o frana. È la necessità di assaporare quel percorso di cui è fatta, di percorrerla, di correrla e di inciamparci anche, sentendo sul viso la carezza refrigerante dell’aria fresca e profumata o quella insopportabile dell’aria torrida e asfissiante.

 

Nel tuo sogno parli di un tassello mancante. Nella tua vita manca un tassello?

 

Tecnicamente non manca nulla, eppure ho come la sensazione che manchi qualcosa. Un senso di incompletezza interiore. Ma spesso mi chiedo se non sia una semplice sensazione immotivata.

 

Cosa ci spinge maggiormente al cambiamento? L’amore o la sofferenza?

 

Ci spinge l’amore, ma ci fa cambiare la sofferenza.

 

Quali sono le costanti nella tua vita e nella scrittura?

 

Nella vita i miei figli. Nella scrittura le emozioni.

 

Nel tuo sogno i luoghi cambiano. Un luogo che nella tua vita ha suscitato o suscita emozioni?

 

Non posso ancora svelarlo perché anch’io non so dove si trovi, eppure già mi suscita emozioni attese una vita.

 

 

 

 

Teresa ci lascia con Epic Hybrid, Nightcall Stuck in Dreams.

 

Questo è il romanzo di Teresa.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *