Intervista onirica #56 Miriam Rizzo

 

 

E’ la domanda che mi viene posta più di frequente (anche i passanti per la strada, per dire): ma i blogger sognano?

Sono alla mia terza intervista con un esponente di questa bizzarra categoria e posso confermare con sicurezza: i blogger sognano, le blogger di più!

Mi ha raccontato un sogno che è la trama perfetta per un distopico, è con noi: Miriam Rizzo!!!

 

Raccontaci il tuo sogno.

Allora ero in una specie di mega edificio tutto grigio di cemento, pareti altissime e non mi pare ci fossero nemmeno porte, solo pareti di cemento a dividere le varie stanze. Io venivo usata come cavia per trovare non ricordo cosa e queste persone (non si vedevano in volto) avevano preso un sacco di persone e le avevano chiuse lì dentro. Tra gli adulti c’erano pure mio papà e mia mamma. Ogni adulto aveva in mano un coltello identificativo e quando venivano uccisi (perché non volevano convertirsi a quello che questi uomini pretendevano) i coltelli venivano messi in un tavolo. Poi ho vaghi ricordi, tipo un mio amico che era riuscito a scappare, voleva salvarmi, ma non ce l’aveva fatta. E poi i coltelli dei miei genitori. Ma non avevo la forza di telefonare a casa per dire che erano morti. Poi non ricordo come sono ritornata a casa mia, e c’erano anche i miei… così ho detto loro che mi dispiaceva, ma erano morti. E non capivo perché erano ancora lì. Delle torture che mi facevano mi ricordo che mi avevano messo in bocca un tubo con aria calda, perché secondo i loro studi sparando l’aria sul mio petto si sarebbe aperto uno squarcio. Ed è stato orribile perché mi sono sentita soffocare.

Nel sogno tutti sono identificati con un coltello, che è un’arma, ma nessuno la usa. Che arma possiedi tu, ma non usi?

Penso di avere la capacità di rispondere a tono senza farmi mettere i piedi in testa, ma non riesco mai a farlo perché mi invade il senso di colpa al pensiero di ferire le persone (cosa stupida visto che poi queste persone non si fanno problemi a ferire me).

Cosa ti fa sentire in gabbia, senza vie d’uscita?

Attualmente la mancanza di soldi e stabilità, che mi impedisce di concretizzare i miei sogni, dai più piccoli ai più grandi. Mentre per quanto riguarda la me interiore, la mancanza di forze nel dire no alle persone (non sempre, ma per le cose importanti).

Nel sogno vieni usata per cercare. C’è qualcosa che tu scorgi nelle situazioni o nelle persone e che altri non notano?

Spesso ho un sesto senso… riesco a intuire se una persona è onesta o ha secondi fini, se è falsa o costruita.

Riuscire a vedere le persone nell’intimità è un dono o una condanna?

Entrambi. A volte è un bene perché ti aiuta a non farti coinvolgere troppo. Altre volte vorresti non saperlo per goderti il tutto a 360°.

Cosa ti soffoca?

Le persone che non rispettano come sono. Che insistono, invadendo il mio essere.

Come vivi i distacchi?

Male, decisamente. Anche se si tratta di distacchi necessari per stare bene con me stessa. Ci metto molto a prendere la decisione, preferisco a volte che siano gli altri a chiudere con me.

Cosa succede quando devi comunicare qualcosa di scomodo alle persone?

Penso un sacco a come dirlo nella maniera più delicata possibile. Scrivo e riscrivo un messaggio. Provo a mettermi nei panni di quella persona. A volte mi dico che la faccio più grande di quello che è, ma mi prende l’ansia proprio.

Tu sei una blogger, quanto ti aiuta l’empatia?

Molto, solamente per come si pone un autore il mio rapporto cambia. Nel senso che, quando un autore mi scrive: ciao, ho scritto questo libro e questo è il link per acquistarlo. Sta sicura al novantanove per cento che mai leggerò o mi avvicinerò a quel libro. Perché quell’autore mi ha fatta sentire solo un numero da aggiungere alla sua lista per salire in classifica. Ho una specie di sesto senso poi con le copertine. Sembra quasi mi parlino. So che non si deve giudicare un libro dalla copertina, ma se non mi attira per niente difficilmente andrò a informarmi su quel libro.

Ci sono dei particolari che ti attirano sempre?

Non c’ho mai fatto caso onestamente. Mi attirano le copertine particolari .. i colori come l’azzurro o il rosso. La cura nei dettagli.

L’azzurro e il rosso sono spesso accostati rispettivamente al pensiero e all’emozione. Come si muovono questi due aspetti in te?

L’azzurro mi rilassa, mi fa pensare al mare, al cielo. Il rosso mi scalda.

E come si muovono pensieri ed emozioni in te?

Mi invadono totalmente! A volte non sopporto questa cosa. Se c’è un pensiero che mi crea ansia non riesco a oppormi e “pensare ad altro”.

Nel sogno vieni utilizzata per uno scopo. Attenzione! Domanda da un milione di dollari: qual è il tuo scopo nella vita?

Il mio scopo è diventare una brava mamma per mio figlio, vorrei che lui fosse orgoglioso e fiero di me. Riuscire a concretizzare il mio sogno di diventare editrice, dando voce ad autori che mi emozionano tenendomi sveglia di notte.

 

 

Miriam ci lascia con Nuvole Bianche, Ludovico Einaudi.

Questo il blog di Miriam

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