Intervista onirica #51 Tania Dejoannon

I don't sleep, I dream

 

Nei sogni nulla è come sembra, ed è così anche nella realtà, ma ci ostiniamo a non vederlo.

Allora un uomo con un occhio che gli penzola sulla guancia incrostata di sangue non è quello che credi. Davvero no.

Non ci credi vero?

Vieni a scoprirlo con la mia nuova ospite.

Tania Dejoannon!

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Raccontaci il tuo sogno.

Siamo tre persone in riva al mare. Prendiamo un sentiero conosciuto da uno di noi, tra quelli che costeggiano la spiaggia e si immergono nel bosco. Dopo (qualche minuto?) di cammino chiedo se ci siamo persi e l’uomo che ci ha condotti fin lì sembra spaesato. Davanti a noi mentre procediamo l’atmosfera diventa cupa, nera, lugubre. I rami sentiero nel boscopendono stanchi dagli alberi, sono spogli, morenti. Mi inoltro per prima nel fitto del bosco e gli altri due mi seguono spaventati. Al centro del bosco scorre un ruscello molto basso, l’acqua è limpida e sotto si vedono i sassi bianchi. Lo voglio oltrepassare, sento che dall’altra parte c’è la salvezza, ma i miei compagni non vogliono seguirmi. L’atmosfera si fa densa di ansia, qualcosa non va. Ad un certo punto i due uomini che sono con me sfrecciano verso il ruscello, i corvi si alzano in volo, quando mi volto, alle mie spalle c’è un uomo. Un occhio è lacerato e pende sulla guancia contornato da sangue nero rappreso. Barcolla, è ferito e mi osserva con insistenza. Mi si stringe lo stomaco e alla fine mi metto a correre anch’io. Supero il ruscello. Il bosco finisce per aprirsi in una pianura che si conclude con un precipizio che si affaccia sul mare. Non ho il coraggio di guardare alle mie spalle, ma devo farlo. L’uomo è a pochi metri di distanza da me, nella mano stringe qualcosa. Me la porge e non so perché la prendo. È una bambolina dai capelli neri. Come la tocco guardo gli occhi dell’uomo. Lacrimano. Una forza invisibile mi spinge indietro fino a farmi cadere nel vuoto. La mente mi si offusca e ripercorro con gli occhi tutta la vita di quell’uomo, lui che abbraccia la sua bambina, sorridono, ma poi lei viene uccisa. Quella bambina è sua figlia e solo quando muoio nell’impatto con il mare, mi rendo conto che lui cercava solo aiuto.

Che rapporto hai con il Maschile?

Strano. Mio padre è l’uomo più importante della mia vita e il mio compagno lo segue a ruota. maschile_sacroHo molti amici maschi, sicuramente di più rispetto ad amiche di sesso femminile. Detto questo però, sono molto diffidente nei confronti di uomini adulti e tendo ad essere fredda e distaccata. Ho sicuramente difficoltà poi a sciogliermi in abbracci o carinerie, anche con i giovani, a meno che non li conosca bene. Nel rapporto di coppia ho il brutto vizio di voler dominare.

E con il tuo Maschile che rapporto hai?

Sono il figlio maschio che i miei genitori avrebbero voluto. La mia femminilità rimane sempre nascosta dietro una facciata ruvida. Per questo i personaggi dei miei libri sia femminili che maschili riescono ad essere forti e allo stesso tempo sensibili, forse perché io non sono mai riuscita a far prevalere la donna sull’uomo che sono in me.

Nel tuo sogno un elemento femminile è la bambolina che ti porge la macabra figura di uomo. Nelle fiabe le bamboline sono delle consigliere, degli homunculus. Dove cerchi consiglio nella tua vita?sempre insieme ricordi

La mia consigliera è mia sorella Valentina. Anche se è più piccola di me di 7 anni, ha sempre rappresentato la vocina nella testa a cui fare fede nei momenti difficili. Il consiglio però lo cerco anche nel silenzio della natura. Non c’è niente di meglio per riuscire a sentire quello che ti dice il cuore e con natura, intendo anche gli animali.

Nel sogno appare un ruscello, oltre c’è la salvezza. Ti è mai successo nella vita di dover oltrepassare un ostacolo per raggiungere una zona sicura?

Fin troppe volte. Non ho ancora compiuto trent’anni, ma ho sulle spalle un bel bagaglio di brutte esperienze che hanno richiesto un grande sforzo per essere superate. Ogni volta la zona sicura sembrava impossibile da raggiungere, ma posso dire di avercela fatta, sempre. Quel maledetto ruscello ormai lo conosco bene.

L’uomo che ti insegue è mostruoso, tu fuggi, ma alla fine decidi di affrontarlo. La paure vanno guardate in faccia?paura 2

Assolutamente sì. La paura ci rende schiavi di noi stessi e ci limita in tutto e per tutto. A cosa servirebbe fuggire? Per poi fuggire ancora e ancora e ancora? Ho sconfitto grandi paure sin da bambina a partire da quella che tutti proviamo nei confronti del buio. Ho sofferto di attacchi di panico e la paura era il mio pane quotidiano. Mi sono fatta forza e grazie anche all’aiuto di chi mi ama, sono riuscita a trovare il coraggio di affrontare quella che considero l’ultima grande paura provata, della quale non mi spavento più: la paura di morire. Consiglio a chiunque di non chiudersi a riccio di fronte al terrore, ma di tirare fuori la testa e usare gli aculei, altrimenti si finisce col soccombere senza aver provato a sopravvivere.

La morte è la fine di tutto o un passaggio?anima potente

Credo sia un passaggio. Rinascerò in un’altra forma, come probabilmente è già successo, non lo ricorderò e andrò avanti così, a popolare la terra sotto infinite forme. Sempre se la terra resisterà ai nostri infiniti passaggi. Non dimentichiamo poi che esistiamo nei nostri figli, nei nostri fratelli e nei figli dei nostri fratelli, quindi anche se moriamo, noi ci siamo ancora.

La consapevolezza arriva alla fine, quando ti getti nel mare. È così che accade? Ci rendiamo conto di ciò che è stato quando oramai tutto è chiuso?

Penso che bisognerebbe raggiungere la consapevolezza prima che sia troppo tardi, così da recuperare il tempo perso. Si dice che ci si rende conto di ciò che si aveva, nel momento in cui lo si perde, ecco credo sia d’obbligo capirlo in tempo, prima di cadere nel vuoto.

Alla fine del sogno accetti la bambola che l’uomo ti porge. È un dono simbolico, importante. Hai mai ricevuto un dono simile?dono

Immagino sia successo quando è nata mia sorella, dopo sette lunghi anni di solitudine. Infatti ho sempre sentito un grande senso di responsabilità nei suoi confronti, come se mi fosse stata donata la sua vita, da proteggere e preservare.

 

 

 

 

 

Tania ci lascia con Lux Aeterna, Requiem for a dream

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Questo è il romanzo di Tania.

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