Intervista onirica #49 Daniela Tresconi

I don't sleep, I dream

 

Quando dormite, dormite e basta?

Non sognate? Nessuna immagine dall’aldilà? Nessun viaggio astrale? Neanche mezzo sogno premonitore?

Scarsi! Scarsissimi!

Non come la mia ospite di oggi che incontra vecchine defunte che fluttuano a mezz’aria e… mo’ leggete se volete sentire il resto.

Daniela Tresconi!

 

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Raccontaci il tuo sogno.

anzianaSto camminando in una strada del mio comune. È una bella giornata, calda e piena di sole. Tutto intorno a me è deserto. Ad un certo punto, in prossimità di un pergolato di glicine (che esiste realmente) mi appare una signora anziana. La conosco, è una signora deceduta da poco che abitava vicino a casa mia. Non sono riuscita ad andare al suo funerale. Non appoggia i piedi a terra, è sollevata di circa venti centimetri, indossa un bel tailleur verde oliva e porta i capelli grigi raccolti in una crocchia. È radiosa. So che è morta ma sta benissimo.

Le chiedo cosa sta facendo. Mi risponde che aspetta l’autobus per Genova. Le rispondo che in quel punto non passa alcun autobus. Insiste mi dice che da lì passerà l’autobus numero 8 o il numero 23, poi aggiunge avrei dovuto passare a prendere anche tua nonna ma ora non è ancora tempo. Un po’ mi spavento perché mia nonna è da qualche anno inferma in un letto e mi sembra strana questa affermazione.

Continuo a guardarla perché mi infonde tanta pace. Mi saluta dicendo che sarebbe ripassata il prossimo anno a marzo.

Quando mi sono svegliata ho deciso di giocare al lotto i numeri sulla ruota di Genova e ho vinto. Poiché la sua immagine mi aveva particolarmente colpita, ho chiamato la figlia venendo a conoscenza che quello era il vestito che aveva voluto indossare il giorno della morte ed infine con estremo dolore l’anno dopo a marzo è morta mia nonna.

La morte è un passaggio o la fine di tutto?morte

 Da bambina pensavo che la morte fosse la fine di tutto, crescendo ho cambiato questa mia visione. La temo, perché come ogni essere umano l’istinto di sopravvivenza è uno degli istinti primordiali incancellabili ma ora sono più che mai convinta che si tratta solo di un cambiamento di stato. Non credo si debba avere la presunzione che questa nostra realtà e questo nostro mondo siano gli unici presenti. Ed ora mentre ti rispondo mi rendo conto che il mio romanzo La Linea del Destino, forse ha proprio un senso alla luce di queste riflessioni.

Nel sogno la signora anziana ha una funzione di messaggero e di guida. Nella tua vita ci sono state delle guide o delle persone che ti hanno portato messaggi importanti?guida spirituale

 Tendenzialmente sono una persona molto autonoma, faccio le mie scelte e a volte pago pegno se ho sbagliato. Ho un grande rispetto per le persone anziane che ascolto sempre volentieri. Forse però l’unica persona con la quale condivido le scelte veramente importanti è l’uomo che sta al mio fianco da più di 30 anni, mio marito Michele: il porto sicuro dopo ogni tempesta.

La signora anziana che incontri nel sogno non tocca terra. Quale parte di te non è ancorata a terra e sembra fluttuare a qualche centimetro dal suolo?donna che fluttua

 Ognuno di noi ha una sua vita pubblica, una privata e una segreta. Sono una grande sognatrice e lotto con le unghie e con i denti per raggiungere i miei sogni. Gran parte della mia vita fluttua a qualche centimetro dal suolo. Sono qui e penso già di essere altrove ma non solo nei luoghi, anche nelle emozioni e soprattutto nel tempo. Andare a ritroso nel passato mi incuriosisce tantissimo. Ecco direi che sono una che ama fluttuare nel tempo. Mi capita spesso di trovarmi in un luogo e provare strane sensazioni come se io fossi già stata lì. Il medioevo, vorrei sicuramente vedere il Medioevo.

Nel sogno ricorrono dei numeri. Nella vita sei abituata ad attribuire un significato ai numeri?

 numeriNo, direi di no. Osservo poco i numeri e spesso non dò loro alcuna importanza. Attribuisco invece molti significati alle immagini, ai luoghi e agli oggetti che in qualche modo colpiscono e catturano la mia attenzione. Solitamente accade al primo sguardo, gli occhi mi riportano l’immagine di un oggetto come realmente è ed io invece inizio ad attribuirgli significati particolari o lo colloco all’interno di eventi che immagino possano accadere o siano accaduti. Così nascono i miei racconti e i miei romanzi: vedo qualcosa e immagino che dietro all’aspetto reale si celi qualcosa di nascosto, di misterioso. Qualcosa che debba essere scoperto, che sia lì solo in attesa della sensibilità di qualcuno.

La realtà non è mai quella che appare. Cosa ne pensi?apparenze

 Condivido al 100 per cento. Sempre dobbiamo cercare di andare al di là di quelle che sono le apparenze. Andiamo sempre di fretta e il nostro cervello di è talmente abituato ad una visione selettiva che non riesce a cogliere i reali segnali che ci vengono trasmessi. Osserva distrattamente i messaggi e li cataloga. Ecco spesso guardiamo la realtà catalogandola. Non credo che tutto possa essere o bianco o nero, in mezzo ci sono talmente tante sfumature di grigio che abbiamo perso la voglia di cogliere.

Sono felice che mi hai fatto questa domanda, perché proprio da questo è nato il mio romanzo. Leggendo un testo storico mi sono imbattuta in una frase terribile che descriveva il mio borgo: “Arcola è uno dei tanti borghi dove si dorme, si mangia e sterilmente si invecchia”. Da qui ho pensato che nulla è mai veramente come appare e che dietro alle quiete facciate di tranquillità di può celare qualsiasi cosa. Così è nata La Linea del destino.

Nelle tue risposte hai citato i temi di passato e storia. Dimmi cosa ne pensi di questa citazione. “Non guardo mai al passato, mi distrae dal presente.”

 Non la condivido perché non credo al “ora è qui”. Siamo figli e frutti del nostro passato. Le nostre radici sono talmente profonde che pur volendo non riusciamo a sradicarle. Dobbiamo guardare al nostro passato, non con rimpianto o nostalgia, ma proprio per comprendere e affrontare il nostro presente. Non ci sarebbe stato tempoRinascimento senza medioevo e dunque credo sia importante leggere in nostro ieri per lanciarci con consapevolezza nel nostro domani. La storia non smette mai di insegnarci forse siamo solo noi che non riusciamo ad imparare.

Torniamo all’inizio del sogno: sei in luogo abitato, ma non c’è nessuno. Per far accadere le cose a volte è necessario essere soli?

 Penso che le cose accadono se devono accadere. In ogni caso, prevalentemente sono un animale da branco e credo nella solidarietà del gruppo. Ma non dobbiamo dare un ruolo che forse non hanno ai compagni di giochi. Le cose vere, quelle che ti stravolgono la vita spesso accadono quando sei solo e fai i conti con la tua coscienza o quando hai il coraggio di mettere in dubbio tutte le tue certezze. Magari davanti agli altri indossi una maschera, per essere riconosciuto o per essere accettato ma da solo sei realmente tu e allora le cose, se devono accadere, accadranno.

Daniela ci lascia con Fabrizio De André, Dolcenera.

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Questi sono i lavori di Daniela.

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