Intervista onirica #47 Chiara Boschi

I don't sleep, I dream

 

Scrive storie di tensione.

Ha fatto un sogno toccante.

Ad un certo punto dice: “È allucinante lo so, ma il nero non ti delude mai. È nero, non fa finta. Per me il colore del lutto è il marrone.”

E io sono d’accordo con lei: il nero non delude mai.

Chiara Boschi!

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Raccontaci il tuo sogno.

fluttuareSto fluttuando in cielo e sono nuda. Fa freddo, molto freddo. Tutto è molto scuro, nuvoloso e umido non era notte, ma nuvoloso e umido. In lontananza tre sagome di donne vestite di nero vicino ad un albero secco con i rami storti, nero, vicino ad una tomba. Piangevano. Tutto intorno, fango. Il vento che muoveva le loro gonne lunghe e larghe, sembravano vestiti di un’altra epoca. Precipito a terra e affondo nel fango freddissimo, ma due braccia mi strappano da quella melma portandomi via in alto. C’è una vecchia che non comprende, sembra spersa e mi guarda per avere una risposta. Le dico: «È tuo figlio». Continuo a fluttuare sempre ricoperta di fango, ormai secco. Infine arrivo in una stanza accogliente, piena di tappeti colorati e vedo una donna seduta a meditare. Mi riconosco, sono io, solo più vecchia. Mi siedo davanti a lei (me stessa). Mi dice (mi dico): «Andrà tutto bene».

Tre giorni dopo è morto mio padre all’improvviso per un imprevedibile aneurisma dissecante dell’aorta.

Questo sogno non lo dimenticherò mai.

 

È un sogno con forti tonalità premonitrici, ma lascerei da parte questo aspetto e proverei ad aprire lo scenario. Cosa rappresenta per te il nero? parche

Conforto.

È allucinante lo so, ma il nero non ti delude mai.

È nero, non fa finta.

Per me il colore del lutto è il marrone.

 

Come mai il marrone?

 

Non saprei, le foglie quando muoiono sono marroni, le scorie sono marroni. L’acqua sporca è marrone, il fango è marrone e ora che mi ci fai pensare nel sogno ne ero ricoperta.

 

Nella vita reale ti è mai successo di vivere una situazione metaforicamente infangata?

 fango

Sinceramente non permetto né alle persone né alle cose di bloccarmi. Se un lavoro non mi va bene, lo cambio, anche se ho studiato vent’anni per farlo. Se una persona mi limita negativamente, la allontano, altrimenti lo vedo come un cambiamento e magari andiamo avanti insieme.

 

Stabilità e movimento, come li gestisci?

 

Male, male, male.

Ho bisogno di entrambi.

Dopo un po’ che sono in movimento ho bisogno di stabilità e poi di nuovo movimento. Non negli affetti, in quello ricerco la stabilità, la pretendo e la do, ma nel lavoro tutto è diverso, la stabilità deve essere economica, ma non necessariamente facendo lo stesso lavoro.

Mi annoio facilmente.balla

Forse per quello scrivo quello che scrivo. Ogni storia è diversa, anche se i personaggi principali, l’investigatore ad esempio, sono gli stessi. La stabilità nel movimento.

È un conflitto senza soluzione di continuità.

 

Nel sogno fluttui nell’aria. Richiama un senso di leggerezza, tu cosa ne pensi?

 

Mah, non saprei credo sia più un tipo di inquadratura, cinematograficamente parlando. Non mi sentivo leggera, era più una sorta di astrazione.

 

E nella vita che spazio occupata la leggerezza?

Ha un ruolo molto importante, che si contrappone alla pesantezza degli obblighi derivanti dal ruolo lavorativo e familiare. A volte fare la mamma è pesante. Senza leggerezza si verrebbe schiacciati dalla quotidianità. Sono una persona a cui piace ridere.

 

Nel sogno compaiono una serie di figure femminili. Che rapporto hai con il Femminile?

 femminile

Vengo da una famiglia matriarcale. Nel sogno probabilmente le tre donne siamo io mia madre e mia sorella. Mia nonna materna era la quarta di sette sorelle e da quella discendenza nascono solo femmine. Infatti mia cugina ed io abbiamo fatto una femmina e mia sorella ne ha due. Diciamo che a differenza di molte donne che conosco, la frase: “qui ci vorrebbe un uomo”, per fare questo o quel lavoretto non è mai uscita dalla bocca. Inoltre, lavoro in un ambiente prevalentemente composto da donne. Il mio rapporto con il femminile è quotidiano. Ci sono degli atteggiamenti femminili, però, che mi disturbano, sarà perché sono volitiva, sarà perché vengo da una famiglia di donne forti e colte, ma con la donnetta ochetta non riesco a relazionarmi.

 

Hai mai lasciato che qualcosa in te morisse?

 

Lasciato morire no, magari messo in un angolo, ma sempre pronto a rivedere la luce.

 

Alla fine del sogno, dominato da colori scuri mi sembra, appaiono i colori. Cosa colora la tua vita?

 

Mio marito colora la mia vita, è il mio migliore amico e mio complice, prima di essere genitori, siamo marito e moglie. Mia figlia è luce delle nostre vite. Senza luce non ci sarebbero colori.

 

In ciò che scrivi che tonalità di colore ci sono?

 

Le tonalità del giallo, ovviamente.

E anche quelle del rosso.

 

Il sogno si conclude con un ‘Andrà tutto bene’. Anche nella vita senti questo? Andrà tutto bene?

 andrà tutto bene

Sì, incoscientemente sì.

 

 

 

 

 

Chiara ci lascia con From Yesterday, 30 Second to Mars.

 

30 second to mars

Fai pure del tuo peggio – Il delitto Rosi, è il romanzo di Chiara in un uscita a maggio con Dark Zone Edizioni!

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