Intervista onirica #13 Cristina Pace

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Ehi, ehi, ehi! Dove state andando con quelle valigie? Non mi mollerete mica qui, vero?

Abbiamo ancora un pochine di interviste da vedere insieme prima della pausa di agosto e io ho in serbo per voi degli ospiti niente male.

L’ospite di oggi è intraprendente, coraggiosa, audace. Una blogger con i fiocchi affascinata dal rumore della lavatrice ma, sopratutto, una sirena!

Ci parla del terzo principio di Archimede, di emozioni, di nervosismo alieno e, naturalmente, di acqua.

E’ emersa per noi dalle acque: Cristina Pace!!

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Raccontaci qualcosa dei tuoi sogni.

Allora inizio con un po’ di cose random sui miei sogni, così poi mi aiuti tu… la psicologia mi ha sempre affascinato, non è la mia materia, ma concordo sul fatto che spesso nei sogni si ripropongono fatti e persone che viviamo nel quotidiano. Ahimè, nella buona e nella cattiva sorte, sogno spesso l’acqua: quando sono nervosa mi siedo in spiaggia, fare i piatti e sentire il rumore della lavatrice mi rilassano, amo proprio il frusciò dell’acqua. Sono una nuotatrice provetta, non ho paura dell’acqua alta, ma devo vedere il fondo.

Sogno spesso che l’acqua mi sommerge, ma non è mossa è cheta, sono in spiaggia seduta e all’improvviso si allaga e poi misteriosamente si ritira. Mi tuffo da una scogliera e sguazzo come una paperella a mollo.

Mi capita di fare questi sogni quando gli impegni sono fitti e temo mi scappi qualche scadenza, quindi, autoanalizzandomi, potrei azzardare che mi sento sommersa dalle cose da fare ma che poi me la cavo.

mare calmo

Il parallelo tra impegni e acqua è sicuramente corretto, se lo senti in questo modo. Ma se andassimo un po’ giù negli abissi e ti dicessi che l’acqua è associata al Femminile, all’ inconscio e alle emozioni? Se l’acqua dovesse rappresentare per te uno o tutti gli elementi che ti ho citato, cosa mi diresti? Com’è il tuo rapporto con le emozioni o con il Femminile in senso più ampio?

 

Allora associo il sogno alle emozioni, perché penso che ogni emozione debba scorrere, che sia la gioia o la rabbia penso vadano manifestate e non frenate. Tenersi tutto dentro uccide…

Associo il sogno all’inconscio, perché il senso di pace che mi dà il rumore dell’acqua non è qualcosa che posso controllare.

Tendo molto a preoccuparmi delle persone cui voglio bene, chi mi conosce dice io sia un’empatica, ma l’empatia è un’arma a doppio taglio: funziona bene con chi ti assomiglia, ma la maggior parte delle volte sono cazzi, perché si crea una sorta di squilibrio tra chi lo è e chi lo è troppo poco, ma non ho mai ucciso nessuno.

Dalla tua risposta traspare un rapporto equilibrato con le emozioni e con gli altri. Tu sei una blogger, quanto contano queste tue caratteristiche nello svolgere il tuo lavoro? Si riesce a instaurare empatia anche via web?

 Secondo me sìììì!

Dal modo di scrivere e rispondere traspare molto della persona. Io poi tendo a scherzare molto per rompere il ghiaccio.

Torniamo all’acqua. Ogni cosa nasconde almeno un lato in ombra. La tua è un’acqua cheta, come l’hai descritta tu, ma l’acqua può anche distruggere o diventare pericolosa. E qui viene il bello. Parlaci del tuo lato distruttivo e pericoloso.

sirenaHai presente il 3principio di Archimede? Il corpo persevera nel suo stato di quiete o di moto sino a che non interviene una forza esterna a modificare tale stato. Bene, io persevero nel mio stato di quiete sino a che nessuno mi viene a rompere le balle per farmi incazzare uno si deve proprio impegnare… Magari litigo poi però perdono e dimentico. Mi risulta difficile confrontarmi con chi non si mette mai in discussione.

Sono per le second chances, tutti facciamo casini, ma se vedo cattiva fede, o se qualcuno mi delude e mi cade dal cuore, chiudo di netto i rapporti.

 Passiamo all’immagine della paperella che sguazza in acqua. Quali sono le acque in cui ti piace sguazzare?

Amo i social e sono un tipo amiciaro. Mi piacciono le serate tra amici pizza birra patatine e film.

Sto un po’ a disagio quando mi tocca lavorare con persone che non fanno squadra, quando ci sono troppe prime donne. Quando capita, amen. Faccio la mia parte incrociando le dita.

Anche gli snob mi urtano un poco, quando definiscono il mio essere alla mano come un difetto.

Prima parlavamo di lasciar fluire le emozioni. Cosa ti accade quando le emozioni non fluiscono?

 Mi monta un nervosismo alieno e mi sento come se la mia pancia stesse mangiando se stessa.paperella da bagno

E scatta il piantarello liberatorio.

 Cosa ne fai di tutte le emozioni vissute o percepite? Gli autori scrivono, e tu? Scrivi o hai altri canali?

 Le metto nero su bianco, su dei foglietti volanti. Scriverle mi rilassa, mi piace salvare l’idea di un sorriso, di una battuta, di uno sguardo, è come se volessi salvare quell’emozione dall’oblio. Ma scrivere mi rimette anche in prospettiva, quando butto giù qualche riga è come se mi vedessi dall’esterno e all’improvviso quello che sembrava un ‘ gran guaio’ ritorna a essere la cazzata che era, quando ‘mi trascrivo’ è un po’ come se mi analizzassi.

Altre volte cammino, faccio un bel pezzo a piedi per sbollire o vado a correre sulla spiaggia.

 Abbiamo aperto con l’acqua e mi sembra giusto chiudere con il tuo elemento. L’acqua è fonte di nutrimento. Di cosa si nutre la tua anima?

 Di emozionii. Quando cammino, osservo molto la gente mi piace vedere i sorrisi e pagherei un penny per i loro pensieri.

Cristina ci lascia con due caonzoni!

Adam Labert con Runnin’

adam lambert

E i Coldplay con Viva la Vida

coldplay

 

Questi sono i link al blog e alle pagine di Cristina sul web, andate a spulciare!

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2 Comments

  1. Hola Chica, grazie mille per questa meravigliosa intervista! belle domande, molto interessanti, sono stata decisamente a mio agioooooooooooooooooo!! grazie di <3

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