Imbuti

Ieri mi hanno detto che i libri ben scritti sono come gli imbuti (e qui saluto il caro Corrado Guzzanti) : partono ampi, con molte variabili, e poi si restringono fino a costringere il lettore nell’unica direzione possibile …il finale.
Chiaramente io non sono una scrittrice di buoni libri. I miei (oltre a restare sconosciuti ai più) sono più come ombrelli aperti in un giorno di vento: hanno una loro forma, ma si aprono a molte possibilità, e poi volano via quando meno te lo aspetti.
Difficilmente raggiungerò la notorietà e, se lo farò, sarò forse già morta, come è già successo a molti. Solo spero non mi capiti quel che è accaduto alla scrittrice Mary Webb che raggiunse la notorierà dopo la morte e, ironia della sorte, a beneficiare del successo fu il marito che l’aveva lasciata per una donna più giovane! (Vedi anche il post su http://dragonfly.doppiopasso.it/?p=214)
O forse mi reincarnerò in fretta e leggerò i libri che avevo scritto nella mia vita precedente (nel frattempo diventati dei must). Alle prime righe, alzerò lo sguardo con aria pensierosa e mi dirò: “Ummm, questo l’ho già letto … ma dove?”
Abbiate cura di voi e, se potete, non siate degli imbuti!

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