Disegno il vento

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Prendi deciso il pennarello azzurro e colori con foga. A destra, a sinistra, in alto, in basso. Fasci di azzurro che si sovrappongono e si separano.

Vorrebbero che tu disegnassi più ometti con le braccia, il corpo, la testa e tutto il resto. Vorrebbero più casette con gli alberelli, il cielo e il sole che ride, perché i disegni astratti sono pasticci. Purtroppo hai imparato a definirli così anche tu, però continui a farli. Spesso li accontenti. Disegni gli ometti con tutto quello che serve. E poi aggiungi una motosega, un tagliaerba, giusto per dare un tocco originale. Se ti chiedono di disegnare un animale, tu disegni ragni neri e mostri spettacolari.

A me piace vederti disegnare così ispirato, anche quando sono solo fasci di luce azzurra.

Hai finito e mi chiedi se mi piace. Certo che mi piace e sono sincera. Mi piace tutto quello che ha a che vedere con la tua creatività, però stavolta anch’io sottovaluto la complessità.

Infatti, senti di dovermi spiegare.

“Ho disegnato il vento.”

Rimango a bocca aperta e poi rido.

Rido della mia fantasia modesta, io che con la fantasia penso di lavorarci, mentre tu stavi cercando di rappresentare ciò che non si può vedere, ma solo sentire.

Abbiate cura di voi e del vento!

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