Big Hero # 1

Introdursi nottetempo nella camera del figlio. Muoversi guradinghi, sfiorare con il mignolo nudo la macchinetta con sensore che, se ti sente entrare, comincia a suonare come una sirena. Con un sistema di carrucole, agganciarsi, issarsi e poi calare silenziosi sul divin pargoletto, con una maestria che Tom Cruise in Mission Impossible ti fa un baffo. Accendere il faretto posto sull’apposito caschetto da minatore che ti sei calato sulla testa. Illuminare l’obiettivo. Estrarre lo strumento che tuo figlio considera un arnese di tortura, ma che tutto il resto del mondo chiama: forbicina per unghie. Avvicinare con cautela la punta all’unghia del… Continua a leggere...

Labirinto

  Ti sei messo in un bel pasticcio, sei entrato in un labirinto. Sei passato davanti all’entrata, le alte pareti di vegetazione non ti permettevano di vedere molto o di intuire la sua pianta. Hai ficcato la testa dentro solo per un istante, quasi con il timore di venir risucchiato dalla sua energia. Dentro hai visto viali perfettamente curati che non si sa dove conducano e altre pareti verdi. Hai riportato la testa al suo posto e, cacciandoti le mani in tasca, hai fatto finta che non ti interessasse. Hai proseguito oltre. Solo per alcuni passi. Ti sei voltato di… Continua a leggere...

Autoctono

Ieri sera parlavano di vitigni in una di quelle trasmissioni in cui tutti finiscono per essere inevitabilmente sommelier. L’Italia fa degli ottimi vini, si sa. Alcuni vitigni non sono sempre stati nel nostro territorio. Per esempio, in Veneto viene coltivato un vitigno che produce un vino, oramai considerato tipico, che è stato importato (mi pare dalla Grecia) solo centocinquant’anni fa. Durante l’ottimo dibattito radiofonico, ci si chiedeva se una vite che è vissuta così poco nel nostro territorio possa essere considerata autoctona. Ummm … non lo so e non lo sapevano nemmeno loro, la domanda è rimasta aperta. Adesso sto… Continua a leggere...

Fili di seta

Quel gomito troppo vicino alla spondina del letto. Due piccole gocce di sangue hanno macchiato il lenzuolo bianco. Una smorfia con il naso. La macchina che controlla i tuoi parametri vitali mi costringe ad alzare continuamente la testa, ad ogni bip. Saranno anche queste le cose che ricorderò. Apri gli occhi per una frazione di secondo  e rimango a guardarti, non mi posso muovere. Il tuo sguardo è una fessura che taglia il mondo. Bip Siamo fili di seta. Tanto fragili. Anche il più forte tra di noi, anche il più potente. Un filo che si può spezzare. Bip Giulio,… Continua a leggere...

Il dio degli errori

“Credo che esista anche un dio delle piccole cose …” canta Max Gazzé in una canzone. Se esiste il dio delle piccole cose, esiste anche quello degli errori. Ne sono certa. E’ il dio che si nasconde agli incroci e ti fa prendere la strada che non volevi, quello che si infila nella penna a sfera e ti fa sbagliare le risposte nei compiti in classe o agli esami di ammissione all’università. Me lo figuro non molto alto di statura, con la pelle grigia e un abito sgualcito e incolore, per passare inosservato. Uno gnomo dispettoso. Ci suggerisce le persone… Continua a leggere...