Attraverso

muro

 

Mi sono piazzara davanti a questo muro.

Ho provato a superarlo in tutte le maniere. Impossibile.

Sono venuta qui per due anni tutti i giorni, cercando di superarlo. Oltre l’ostacolo c’è la soluzione dei problemi che mi hanno angosciato, la salvezza, il futuro.

Ma non sono mai riuscita a varcarlo. Troppo alto da scalare, troppo lungo per essere aggirato, troppo robusto per essere intaccato.

Molti si sono avvicinati per tentare di aiutarmi, dando consigli. Alcuni hanno detto che il muro non esiste, altri che l’ho costruito io, altri ancora che si sarebbe dissolto da solo.

Il muro è sempre lì, inviolabile. Ma oggi è un giorno diverso.

E’ il giorno in cui tenterò di attraversarlo. Sì, passerò attraverso il muro come in L’uomo che fissa le capre.

Mi sono fusa il cervello, direte voi. Vedremo, rispondo io.

Mi piazzo davanti al muro e lo guardo. Dopo poco avviene il miracolo: la sua superficie granitica perde consistenza e lascia intravedere cosa c’è dall’altra parte. Impossibile, state pensando. Guardate allora!

Nel momento in cui non ho più visto il muro come un limite, ma come un ponte, tutto è cambiato. Non è più ciò che mi impedisce di andare avanti, ma qualcosa che mi permetterà di vedere le cose in maniera diversa. Ora scopro le possibilità che si creeranno proprio grazie a questo muro.

Allora il muro resterà lì? Rimarrò dove sono? No, perché il percorso prevede l’andare oltre. Adesso che so cosa c’è dall’altra parte, non è più importante abbatterlo. Si trasformerà da solo.

Potrei pensare a tutto questo tempo perso nel tentativo di valicarlo, ma no, non è stato tempo buttato. Ogni singolo tentativo, ogni sforzo, tutti i fallimenti messi insieme, sono stati necessari per capire e per scalfire la parete. Ho dovuto passare tutto ciò che ho passato per capire che non era necessario buttarlo giù, se potevo attraversarlo.

Be’, a questo punto vi devo salutare. Vado di là.

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